L’Iran ha chiesto spiegazioni all’Italia e alla Romania dopo le affermazioni del segretario Nato Rutte sugli aerei americani volati dalle basi italiane.
La Premier Giorgia Meloni e la Difesa hanno già chiarito la posizione dell’Italia a seguito delle affermazioni del segretatio generale Nato Rutte sugli aerei americani volati dalle basi italiane verso l’Iran. Eppure, Teheran ha chiesto, ora, delle delucidazioni al nostro Paese parlando apertamente di complicità con gli Usa sulla guerra.

Iran: l’attacco all’Italia dopo parole di Rutte
“L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran,Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas”. A scriverlo su X è stato il portavoce degli Esteri iraniani Esmaeil Baqei dopo l’intervista di Mark Rutte a Fox nella quale aveva parlato di 500 aerei (per la verità erano 200) partiti dalle basi italiane verso l’Iran.
“Si tratta di una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite: una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite. L’Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze”.
This is a clear and damning admission of NATO’s active complicity in an unlawful war of aggression against a sovereign UN Member State — a flagrant violation of peremptory norms of international law and the core principles of the UN Charter.
— Esmaeil Baqaei (@IRIMFA_SPOX) June 25, 2026
The Organization and its individual… pic.twitter.com/q2OPKVrSkM
La situazione dello Stretto di Hormuz
In questo clima ancora teso, spicca anche la situazion legata allo Stretto di Hormuz. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito il rifiuto di Washington all’introduzione di pedaggi nello stretto di Hormuz, affermando che una simile misura potrebbe generare un “caos totale“. “Se accettassimo che si possa far pagare l’utilizzo di una via navigabile internazionale perche’ si trova vicino allo spazio territoriale di un Paese, questo si diffonderebbe nel mondo come un’epidemia”, ha fatto sapere Rubio durante una riunione con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Manama, in Bahrein.